Apri il cassetto delle ricette mediche, controlli la prescrizione e noti quella piccola sigla accanto al tuo nome. In farmacia o al momento di prenotare una visita può fare la differenza, perché indica se hai diritto o meno all’esenzione dal ticket sanitario, cioè la possibilità di non pagare (o pagare meno) per visite, esami e farmaci.
Questo beneficio, previsto dal sistema sanitario pubblico, è destinato a chi si trova in particolari condizioni economiche, anagrafiche o sanitarie. Le regole possono cambiare leggermente da regione a regione, ma esistono criteri generali validi in tutta Italia legati soprattutto al reddito e alla situazione familiare.
Chi può ottenere l’esenzione nel 2026
Tra i casi più comuni previsti dalla normativa del Servizio sanitario nazionale rientrano diverse categorie di cittadini.
Le principali includono:
- Famiglie con reddito basso, con ISEE fino a circa 36.152 euro, soglia indicativa per alcune esenzioni legate al reddito
- Nuclei familiari numerosi, con almeno quattro figli a carico e ISEE sotto i limiti previsti
- Persone con redditi molto bassi, in alcune regioni anche sotto i 3.000 o 3.500 euro annui
- Over 65 con reddito limitato e bambini sotto i 6 anni appartenenti a famiglie con reddito basso
- Disoccupati over 50 e titolari di pensioni minime
- Categorie protette, come invalidi civili, ciechi, sordi e persone con malattie croniche o rare (ad esempio diabete o SLA)
- Donne in gravidanza, per specifici esami previsti dai protocolli sanitari
Molte di queste esenzioni sono identificate da codici come E01, E02, E03 ed E04, che il medico inserisce direttamente sulla ricetta elettronica.
Come richiederla quest’anno
Per ottenere o rinnovare l’esenzione nel 2026, di solito bisogna seguire alcuni passaggi semplici.
1. Calcolare l’ISEE
Presenta la DSU presso un CAF oppure tramite il portale INPS. L’attestazione aggiornata è fondamentale per verificare il diritto all’agevolazione.
2. Compilare il modulo di richiesta
Molte regioni permettono di farlo online tramite Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure scaricando il modulo dal sito della propria ASL.
3. Presentare la domanda
Puoi farlo allo sportello ASL, al CUP, tramite PEC, oppure online con SPID o CIE. Di solito vengono richiesti ISEE, dichiarazione dei redditi o 730.
4. Ottenere l’attestazione
Se la documentazione è corretta, l’esenzione viene registrata quasi subito nel sistema sanitario e resta valida per 12 mesi.
Un dettaglio da non trascurare
Molti cittadini scoprono l’esenzione solo quando il farmacista segnala che il sistema la riconosce automaticamente. Per evitare di pagare ticket non dovuti, conviene controllare ogni anno la propria posizione ISEE e sul portale della ASL.
Un semplice aggiornamento dei dati può tradursi in visite ed esami gratuiti o a costo ridotto, un aiuto concreto soprattutto quando le spese sanitarie iniziano ad accumularsi.




