Spugna per i piatti piena di batteri: l’alternativa più igienica da usare ogni giorno

Ti è mai capitato di strizzare la spugna dei piatti e sentire quell’odore “umido” che non promette nulla di buono? Ecco, non è solo una sensazione. La spugna tradizionale, proprio perché resta bagnata a lungo e intrappola residui, può diventare una piccola casa perfetta per i batteri. La buona notizia è che esiste un’alternativa quotidiana, semplice, e molto più igienica.

Perché la spugna è il paradiso dei batteri

La spugna funziona benissimo, assorbe, gratta, schiuma. Ma paga un prezzo: trattiene umidità e micro-residui di cibo come se fosse fatta apposta per farli restare lì. E i batteri amano due cose più di tutto: acqua e nutrimento.

In più, anche quando la appoggi “ad asciugare”, spesso resta umida al centro per ore. È proprio quel cuore bagnato che fa la differenza, perché permette ai microrganismi di sopravvivere e moltiplicarsi.

Uno studio condotto da enti di ricerca europei (in ambito alimentare e universitario) ha mostrato che le spugne possono ospitare un gran numero di batteri, talvolta anche potenzialmente patogeni, mentre le spazzole risultano decisamente più pulite a parità di uso. Non serve farsi prendere dal panico, ma è un buon motivo per ripensare l’abitudine.

L’alternativa più igienica: spazzole in bamboo o con manico in legno

Qui arriva il punto che interessa davvero: le spazzole con manico in legno o bamboo e setole robuste sono, nella pratica quotidiana, la scelta più igienica per lavare piatti e stoviglie.

Il motivo è quasi “visivo”: una spazzola non è una spugna. Non è una massa porosa piena di cavità in cui si infilano acqua e residui. È una superficie che lavora e poi si libera.

Perché le spazzole vincono (senza sforzo)

  • Asciugano molto più rapidamente, perché l’acqua non resta intrappolata.
  • Trattengono meno residui di cibo, che scivolano via più facilmente.
  • Riducendo l’umidità, rendono più difficile la sopravvivenza di batteri come Campylobacter e Salmonella.
  • Sono pratiche per punti “difficili”, come bordi, scanalature, griglie e pentole.

Se vuoi fare un test semplice: dopo aver lavato, scuoti la spazzola e appoggiala in verticale o su un supporto areato. Dopo poco sarà già asciutta. Con la spugna, spesso, no.

Altre alternative valide (se la spazzola non ti convince)

Magari sei affezionato alla sensazione della spugna, oppure hai poco spazio. In quel caso, ci sono opzioni più moderne e più gestibili.

  • Spugnette in silicone: sono meno porose, si puliscono facilmente, asciugano in fretta e non trattengono quasi nulla.
  • Panni in microfibra: se li lavi spesso ad alte temperature, diventano un alleato solido e resistente.
  • Spugne in luffa o cellulosa: favoriscono la circolazione d’aria e tendono a trattenere meno acqua rispetto alle spugne sintetiche.

A livello di igiene, la regola è sempre la stessa: meno pori, meno umidità, meno “cibo” per i batteri.

Se usi ancora la spugna: come disinfettarla davvero

Se non vuoi mollare la spugna tradizionale, almeno trattala come un oggetto “a scadenza” e igienizzala con regolarità.

Ecco due metodi concreti:

  1. Ammollo con candeggina e bicarbonato
    In una bacinella d’acqua aggiungi un goccio di candeggina e 1 cucchiaio di bicarbonato, lascia in ammollo circa 30 minuti, poi risciacqua benissimo. In alternativa, va bene anche una soluzione diluita 1:9 per circa 5 minuti.

  2. Bollitura
    Metti la spugna in acqua bollente per circa 5 minuti. È un metodo semplice e utile contro batteri comuni come E. coli e Salmonella.

E poi c’è la cosa più importante, spesso sottovalutata: fai asciugare la spugna in un punto areato, non sul fondo del lavello o dentro un porta-spugna che resta bagnato.

I momenti “ad alto rischio”: quando serve il monouso

Ci sono situazioni in cui conviene essere più prudenti, senza drammi: dopo il contatto con carne cruda (pollo in primis), o quando hai pulito superfici che potrebbero aver ricevuto goccioline.

In questi casi, la scelta più sicura è usare carta o salviette monouso, poi lavare e asciugare bene. È un piccolo gesto che riduce di molto la possibilità di contaminazione, un concetto legato alla contaminazione incrociata in cucina.

La scelta quotidiana che cambia tutto

Se vuoi un consiglio pratico, quello che ho visto funzionare meglio è questo: passa alla spazzola come strumento principale, e tieni una spugna (o un panno) solo per usi specifici, cambiandola spesso. È una di quelle modifiche piccole, quasi invisibili, che però rendono la cucina più pulita, più semplice da gestire e, soprattutto, più tranquilla ogni giorno.

Redazione Notizie Carrara

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