C’è un momento, prima di entrare in un’ottica, in cui ti chiedi se davvero una spesa “semplice” come un paio di occhiali possa diventare un piccolo salasso. Se hai sentito parlare del Bonus occhiali, chiamato anche Bonus Vista, probabilmente ti sei aggrappato a quell’idea rassicurante: “magari c’è un aiuto”. Ecco cosa c’era davvero, come funzionava, e soprattutto cosa puoi fare oggi, nel 2026.
Cos’era il Bonus Vista (e perché se ne parla ancora)
Il Bonus Vista era un contributo una tantum da 50 euro per l’acquisto di occhiali da vista o lenti a contatto correttive. Una misura pensata per alleggerire una spesa concreta, quotidiana, soprattutto per chi ha un reddito basso.
Il motivo per cui se ne parla ancora è semplice: molte persone lo hanno scoperto tardi, oppure ne hanno sentito parlare a “ondate” sui social, senza capire se fosse ancora disponibile.
La risposta, purtroppo, è netta: il Bonus Vista non è più richiedibile, perché il programma si è chiuso con scadenza 31 dicembre 2023 e i fondi risultano esauriti.
Requisiti: chi poteva richiederlo
La regola chiave era una sola, ma decisiva: contava l’ISEE.
- ISEE non superiore a 10.000 euro annui, verificato tramite DSU (la Dichiarazione Sostitutiva Unica).
- Il bonus era legato al nucleo familiare indicato nell’ISEE, ma il diritto era personale: ogni componente del nucleo poteva richiedere il proprio contributo.
- Si poteva ottenere una sola volta per persona, nel periodo previsto (2021-2023).
Per capirci con un esempio molto concreto: una famiglia di tre persone con ISEE sotto soglia poteva, in teoria, accedere a tre voucher distinti, purché ciascuno rispettasse le regole e facesse domanda correttamente.
Cosa copriva (e cosa no)
Qui molti si confondevano, perché non era un “bonus ottica” generico. Copriva solo:
- Occhiali da vista
- Lenti a contatto correttive
Non rientravano invece:
- riparazioni, montature “fashion” non legate a correzione, accessori, liquidi o prodotti non correttivi.
Insomma, era pensato per la correzione visiva, non per tutto ciò che ruota attorno al negozio di ottica.
Importo e modalità: i famosi 50 euro
L’importo era tendenzialmente fisso: 50 euro. Non era denaro in contanti, ma un voucher (quindi uno sconto “tracciato”), da usare presso esercizi accreditati.
Caratteristiche principali:
- Voucher da 50 euro
- Non convertibile in contanti
- Utilizzabile entro 30 giorni dall’emissione
- Spendibile presso negozi convenzionati (visibili sulla piattaforma)
C’erano due strade:
- Voucher preventivo, per acquisti futuri (fino al 31 dicembre 2023).
- Rimborso per spese già sostenute dal 2021, ma con una finestra temporale che, secondo le indicazioni disponibili, si era chiusa già il 3 luglio 2023 (e comunque con regole stringenti, ad esempio l’invio della fattura entro 60 giorni dall’acquisto).
Come si richiedeva (procedura originale, oggi chiusa)
La richiesta avveniva online, attraverso il portale dedicato, con accesso tramite identità digitale:
- SPID livello 2 o superiore, oppure CIE 3.0, oppure CNS
- Autocertificazione e registrazione nell’area beneficiario
- Generazione del voucher o caricamento documenti per il rimborso
Il portale era stato attivato dal 5 maggio 2023, fino a esaurimento risorse.
Nel 2026: cosa fare se ti servono occhiali o lenti
Se il bonus non c’è più, non significa che non esista alcuna forma di risparmio. Le alternative, spesso, sono meno “pubblicizzate” ma reali:
- Verifica la detrazione per spese sanitarie (occhiali e lenti correttive possono rientrare, con scontrino/fattura idonea e tracciabilità del pagamento).
- Informati sull’IVA agevolata al 4% per dispositivi medici, quando applicabile e con documentazione corretta.
- Tieni d’occhio eventuali bandi regionali o comunali (a volte compaiono e spariscono in silenzio, come certe opportunità che trovi solo chiedendo al CAF o al tuo Comune).
E se vuoi orientarti tra soglie, DSU e indicatori, una parola torna sempre: ISEE. Capirlo bene spesso è il primo passo per non perdere agevolazioni future.
La risposta finale: si può ottenere oggi?
No, il Bonus occhiali/Bonus Vista non è più richiedibile nel 2026: era legato al triennio 2021-2023, con finestre operative definite e fondi terminati. Però puoi ancora risparmiare muovendoti su detrazioni fiscali e agevolazioni sanitarie, quelle che non fanno rumore, ma che, alla fine dell’anno, fanno davvero la differenza.




