Ti è mai capitato di entrare in casa, vedere i termosifoni roventi e pensare, “Perfetto, sto scaldando bene”, mentre la bolletta sembra invece scaldarsi più di te? A me sì. E il punto è che spesso non è la caldaia “che consuma troppo” in modo misterioso, è un gesto piccolo, quasi automatico, che manda in fumo una parte enorme del calore che stai pagando.
L’errore più comune, e perché può costare carissimo
L’errore banale è ostacolare la diffusione del calore dei termosifoni, senza accorgersene. Succede quando:
- li copri con tende lunghe che scendono davanti al radiatore,
- aggiungi un copritermosifone troppo chiuso,
- piazzi davanti un divano, un mobile o persino stendini e panni ad asciugare.
Il risultato è semplice da immaginare: il calore resta “intrappolato” vicino al muro e alla finestra, sale dietro la tenda, si disperde più facilmente, e la stanza si scalda più lentamente. A quel punto il generatore lavora più a lungo per raggiungere la temperatura impostata.
“Raddoppia la bolletta” è un’espressione forte, e non succede sempre, ma in case con dispersioni elevate, abitudini sbagliate e impianti non regolati, l’aumento può diventare davvero pesante. Il dettaglio che fa male è che spesso non lo noti subito, ti sembra solo che “quest’anno fa più freddo”.
Come capire se stai buttando calore (in 60 secondi)
Fai questa mini prova, la faccio sempre quando entro in una stanza che “non viene mai calda”:
- Metti la mano vicino al termosifone, sopra e davanti.
- Se senti molto caldo solo dietro la tenda o vicino al muro, ma poco nella stanza, stai schermando il calore.
- Guarda la distanza: idealmente davanti al radiatore dovrebbero esserci almeno 20 o 30 cm liberi.
Poi controlla due cose spesso sottovalutate:
- Sfiato: se il termosifone è caldo sotto ma tiepido sopra, può esserci aria. Uno sfiato fatto bene migliora la resa.
- Valvole termostatiche: se sono bloccate o coperte, leggono male la temperatura e regolano peggio.
Piccole mosse che cambiano davvero i consumi
Qui non serve diventare tecnici, serve solo togliere ostacoli e dare al calore una strada libera.
- Accorcia o sposta le tende in modo che finiscano sopra il termosifone.
- Se hai copritermosifoni, scegli modelli più aperti o lasciali almeno “respirare”.
- Non asciugare panni sui radiatori, o fallo solo per poco e con finestra non in ribalta continua.
- Se puoi, metti un pannello riflettente dietro il radiatore su pareti esterne, aiuta a limitare dispersione verso il muro.
- Abbassa di 1 °C la temperatura di mandata o quella ambiente, spesso è la differenza tra comfort e spreco.
E se invece volessi sostituire i termosifoni, che incentivi ci sono nel 2026?
Qui arriva l’altra sorpresa: nel 2026 non esiste un “bonus termosifoni” dedicato. Però la sostituzione dei caloriferi può rientrare in detrazioni già note, se rispetti condizioni precise.
Opzione 1: detrazione con Ecobonus (ma non basta cambiare i radiatori)
Con l’Ecobonus al 50% la sola sostituzione dei termosifoni, da sola, in genere non è sufficiente. Serve anche la sostituzione del generatore di calore con uno più efficiente, perché l’intervento deve migliorare l’efficienza energetica.
Punti chiave:
- detrazione 50%
- limite di spesa per climatizzazione invernale: 30.000 euro
- invio pratica e dati all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
Opzione 2: Bonus Ristrutturazioni (più flessibile)
Il Bonus Ristrutturazioni consente la sostituzione dei termosifoni anche senza cambiare caldaia, ma solo se inserita in lavori edilizi più ampi, tipicamente manutenzione straordinaria.
Punti chiave:
- detrazione IRPEF 50%
- spesa massima 96.000 euro
- quindi 48.000 euro detraibili in 10 rate annuali
Chi può beneficiarne
In generale possono accedere:
- proprietari e titolari di diritti di godimento
- familiari conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado)
- coniuge separato assegnatario dell’immobile
Attenzione al 2026: cosa cambia per le caldaie
Nel 2026 le caldaie a gas fossile tradizionali non sono più incentivate “standalone”. Se stai ripensando l’impianto, ha senso guardare a soluzioni incentivabili come:
- pompe di calore
- sistemi ibridi (pompa di calore più caldaia)
- caldaie a biomassa ad alta efficienza
- solare termico (in alcuni casi al 50% per abitazione principale)
- Conto Termico 3.0 per scaldacqua a pompa di calore (con contributi fissi, erogati dal GSE in tempi rapidi)
- possibile sconto in fattura fino al 65% per sistemi ibridi con installazione chiavi in mano (quando previsto)
Alla fine, il paradosso è questo: prima di cambiare tutto, spesso basta liberare il termosifone. È un gesto minuscolo, ma è come aprire una porta. Il calore finalmente entra nella stanza, e tu smetti di pagarlo per scaldare una tenda.




