C’è un momento, quando leggi “nuovi buoni postali” e “massimo rendimento”, in cui ti viene voglia di correre allo sportello o aprire l’app e comprare “quello giusto” prima che cambi tutto. Ti capisco: è una di quelle scelte che sembrano semplici, ma basta poco per confondere strumenti diversi e aspettative (e qui succede spesso).
Prima cosa: non confondiamo due cose che non si sommano
In giro si trova spesso un mix tra Buoni Fruttiferi Postali (BFP) e Bonus Cultura 2026, come se esistesse un “buono postale con bonus”. In realtà sono due mondi separati:
- i BFP sono un investimento, con interessi e una logica di durata,
- il Bonus Cultura 2026 è un credito digitale per spese culturali, non produce rendimenti.
Quindi sì, puoi usarli entrambi nella tua vita, ma non si combinano in un unico prodotto.
I Buoni Fruttiferi Postali più interessanti per il 2026
Se l’obiettivo è inseguire il miglior rendimento possibile restando nel perimetro “Poste”, oggi le linee da guardare con più attenzione sono queste, acquistabili in ufficio postale o online (di norma senza commissioni di sottoscrizione).
Plus 4 anni: punta tutto sulla scadenza
Il Plus 4 anni è quello che, nei numeri, attira subito l’occhio: 5,718% cumulativo, con 1,40% come rendimento finale a scadenza. La logica è chiara, ti premia se resisti fino alla fine, mentre nel mezzo non è pensato per “incassare” interessi.
Quando ha senso:
- se vuoi un orizzonte breve e definito (4 anni),
- se sai che non ti serviranno quei soldi prima,
- se cerchi una soluzione lineare e senza complicazioni.
Premium 4 anni (Buono 100): rendimento alto, ma a condizioni
Il Premium 4 anni / Buono 100 può arrivare fino al 3% lordo, però spesso è legato a requisiti come la nuova liquidità. È quel classico caso in cui conviene leggere bene le condizioni, perché il rendimento è interessante, ma non sempre “automatico” per tutti.
Quando ha senso:
- se stai spostando liquidità nuova,
- se vuoi un orizzonte di 4 anni con tasso più “visibile”.
3×4: il compromesso tra pazienza e flessibilità
Il 3×4 è un buono a “scatti” su 12 anni, con rendimento fino al 3% progressivo. La cosa che lo rende psicologicamente più facile, almeno per me, è che non ti obbliga a pensare a 12 anni come un blocco unico: puoi riscattare a 3, 6, 9 o 12 anni.
Quando ha senso:
- se vuoi un percorso graduale,
- se non sei sicuro di arrivare fino a 12 anni, ma vuoi avere tappe intermedie.
Altri BFP da valutare (se la priorità non è solo il tasso “massimo”)
A volte il “massimo rendimento” non è solo il numero più alto, ma l’incastro migliore con le tue esigenze.
- Rinnova 4 anni: indicato per chi reinveste, rendimento intorno a 1,50%.
- Ordinario (20 anni): per chi ragiona davvero sul lunghissimo periodo, fino a 2,50%.
- Indicizzato all’inflazione: un mix tra 0,60% fisso e componente variabile, utile se il tuo timore principale è l’erosione dei prezzi (qui entra in gioco l’idea di inflazione).
Quanto rende davvero “in tasca” (e perché conta)
I BFP hanno una tassazione agevolata: 12,5% sugli interessi. Inoltre, spesso si cita l’esenzione dall’imposta di bollo sotto certe soglie (ad esempio fino a 5.000 euro). Sono dettagli che, nel lungo periodo, fanno la differenza tra “sembra buono” e “è davvero conveniente”.
In più, un punto pratico: il rendimento dipende anche da quando riscatti e da come è strutturato il buono (premio a scadenza, scatti, indicizzazione).
Bonus Cultura 2026: utile, ma non è un investimento
Il Bonus Cultura 2026 può arrivare fino a 1.000 euro, sommando:
- Carta Cultura Giovani (500 euro),
- Carta del Merito (500 euro, cumulabile).
È riservato ai nati 2007/2008 con ISEE fino a 35.000 euro e requisiti specifici (per la Carta del Merito conta il diploma con 100/100 o lode entro i 19 anni). Si richiede dal 31 gennaio al 30 giugno 2026 e va speso entro 31/12/2026 per libri, cinema, musei, concerti e corsi.
In sintesi: cosa comprare per “massimo rendimento” nel 2026
Se vuoi scegliere in modo rapido ma sensato:
- Plus 4 anni se puoi aspettare la scadenza e punti al cumulativo più alto.
- Premium 4 anni / Buono 100 se hai i requisiti di nuova liquidità e vuoi un tasso lordo fino al 3%.
- 3×4 se vuoi rendimento a scatti e opzioni di uscita ogni 3 anni.
Poi, prima dell’acquisto, fai sempre l’ultimo controllo sui tassi aggiornati, perché possono cambiare, e basta una piccola variazione per ribaltare la classifica.




