Hai vecchi gioielli d’argento? Ecco quanto valgono oggi 100 grammi sul mercato

Ti è mai capitato di aprire un cassetto “dimenticato” e ritrovarti in mano una vecchia catena, un bracciale annerito, magari un paio di posate spaiate? A quel punto la domanda arriva subito, quasi di riflesso: “Ma oggi, quanto vale davvero tutto questo argento?”. La risposta è meno ovvia di quanto sembri, perché il peso non basta, conta soprattutto il titolo.

Quanto valgono oggi 100 grammi di argento (ma di quale argento parliamo?)

Se parliamo di argento puro 1000 millesimi, cioè praticamente “argento fino”, 100 grammi valgono circa 200-221 euro sul mercato italiano, con una quotazione indicativa intorno a 2,00-2,21 €/g. Una media ragionevole, spesso usata per fare i conti al volo, è 2,10 €/g.

Il punto è che quasi nessun gioiello è davvero “1000”. La maggior parte degli oggetti che trovi in casa, gioielli, catenine, bracciali, cornici, posate, è in leghe con titoli come 925, 900, 835 o 800. Quei numeri dicono quanta parte su mille è argento puro: più è alto il numero, più argento fino stai tenendo in mano.

Per capire bene di cosa stiamo parlando, vale la pena ricordare che l’argento in gioielleria viene quasi sempre legato ad altri metalli per aumentare resistenza e lavorabilità.

La tabella che chiarisce tutto (valore teorico del metallo)

Usando una quotazione media di 2,10 €/g di argento puro, ecco quanto varrebbero 100 grammi a seconda del titolo, in modo teorico, cioè “come se” ti pagassero esattamente il fino contenuto:

Titolo (millesimi)Argento fino contenutoValore teorico
1000100,0 g210,00 €
92592,5 g194,25 €
90090,0 g189,00 €
83583,5 g175,35 €
80080,0 g168,00 €

È qui che molti restano sorpresi: due oggetti che pesano uguale possono valere in modo diverso, anche parecchio. 100 grammi di 800 non sono “100 grammi di argento”, sono 80 grammi di argento fino e 20 grammi di altri metalli.

Perché poi, quando vendi, ti offrono meno?

Quella tabella è utilissima, ma rappresenta il valore teorico del metallo. Nella pratica, quando vendi argento usato, spesso il prezzo reale è più basso. Non è magia, è economia spiccia.

I motivi principali sono:

  • Costi di fusione e affinazione, qualcuno deve trasformare quell’oggetto in metallo recuperabile.
  • Margini commerciali, chi ritira deve coprire rischi e costi operativi.
  • Impurità e componenti non in argento, come saldature, anime interne, parti in altri metalli.
  • Differenza tra quotazione e prezzo di ritiro, la quotazione è un riferimento, il ritiro è un mercato concreto.

In breve, il calcolo “grammi x titolo x quotazione” è la bussola, non la ricevuta finale.

Come controllare il titolo dei tuoi gioielli in 60 secondi

Prima di fare qualsiasi valutazione, la cosa più utile è questa: identificare il titolo. Di solito è punzonato in punti piccoli, ma c’è.

Controlla:

  1. Anellini delle catenine e chiusure (spesso c’è “925”).
  2. Interno degli anelli o vicino alla base dei bracciali.
  3. Retro di medaglie e pendenti.
  4. Posate e oggetti d’argenteria, dove puoi trovare 800 o 835.

Parole chiave da cercare: 925, 800, 835, 900, oppure punzoni con forme e sigle.

La conclusione che ti serve davvero

Se hai 100 grammi di argento puro, oggi sei nell’ordine dei 200-221 euro. Ma se hai 100 grammi di gioielli “d’argento”, il valore dipende quasi sempre dal titolo, spesso 925 o 800, e quindi scende già “di struttura”. E poi c’è il prezzo reale di ritiro, che tende a essere più basso del teorico.

Il consiglio più pratico? Pesa, trova il titolo, fai il conto sul fino, e solo dopo confronta le offerte. In quel momento non stai più “tirando a indovinare”, stai leggendo il valore con gli occhi aperti.

Redazione Notizie Carrara

Redazione Notizie Carrara

Articoli: 25

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *