Ti è mai capitato di rovistare in un cassetto, magari quello delle “cose vecchie”, e trovare una manciata di monetine leggere, color argento opaco, con una spiga di grano ben visibile? A molti succede così: un attimo prima stai cercando una graffetta, un attimo dopo ti chiedi se quella 10 lire con la spiga possa valere più di un ricordo.
Perché alcune 10 lire “spiga” valgono davvero
La verità è semplice e, se vuoi, anche un po’ romantica: il valore nasce dall’incontro tra rarità e conservazione. Le 10 lire con la spiga sono state coniate per decenni (principalmente dal 1951 al 2001), quindi la maggior parte è comune. Però ci sono annate e varianti che, come una piccola “firma segreta”, accendono l’interesse dei collezionisti.
Queste monete sono in Italma, pesano 1,6 g, hanno diametro 23,3 mm e contorno liscio. Il modello è di Giuseppe Romagnoli, con conii di Pietro Giampaoli. Dettagli tecnici che, per chi colleziona, contano eccome.
La variante che fa la differenza: le “spighe lunghe” (1996-1998)
Ecco il punto che di solito ribalta la storia: tra il 1996 e il 1998 esiste una variante chiamata spighe lunghe, ed è quella che può far salire la quotazione.
Come riconoscerla, senza strumenti da laboratorio?
- Guarda vicino al numero 1 (nel “10”): nelle spighe lunghe l’estremità della brattea (uno stelo sottile) si prolunga oltre la cifra, mentre nelle “corte” resta più contenuta.
- Osserva le brattee a destra dello 0: nelle “lunghe” la curvatura tende a essere convessa, nelle “corte” più concava.
Se ti sembra un dettaglio minuscolo, è normale. In numismatica spesso è proprio lì che si nasconde il valore.
Quanto valgono oggi, davvero (con un numero chiaro)
La cifra dipende quasi sempre dallo stato di conservazione. La condizione migliore è il Fior di Conio (FDC), cioè “pari al nuovo”, come se non avesse mai girato in tasca.
Valori indicativi in FDC per “spighe lunghe”
- 1996: circa 15 euro
- 1997: circa 20 euro
- 1998: circa 15 euro
Le versioni normali degli stessi anni, cioè spighe corte, si aggirano intorno ai 4 euro in FDC.
E sì, la differenza è notevole, proprio perché il collezionista cerca quella specifica variante.
Le annate che fanno sognare (e quelle che no)
Non tutte le 10 lire spiga sono “il colpo della vita”, ma alcune annate si fanno notare. Qui sotto trovi una bussola pratica, sempre pensando a monete FDC.
| Anno/Variante | Valore approssimativo (euro) |
|---|---|
| 1954 | fino a 100 |
| 1956 | circa 30 |
| 1966 | 8 |
| 1967 | 7-8 |
| 1991 (rovescio capovolto) | oltre 1.000 (in asta) |
| 1996-1998 (spighe lunghe) | 15-20 |
| Comuni (1969-1990 circa) | 2 |
Un dettaglio importante: i valori “alti” per errori (come il rovescio capovolto) sono spesso legati a vendite in asta e a esemplari verificati. In pratica, se pensi di averne una, serve conferma esperta.
Il fattore che “uccide” il valore: l’usura
Qui bisogna essere sinceri: una moneta circolata, graffiata, con colpi sul bordo o segni evidenti, perde gran parte dell’interesse collezionistico. È un po’ come un libro raro con le pagine strappate, resta affascinante, ma vale meno.
E attenzione anche alle riproduzioni: quelle non hanno valore numismatico.
Come controllarle in 3 passi (senza farti prendere in giro)
- Separa per anno: leggi bene la data.
- Valuta la conservazione: FDC, Splendida, o Circolata, cambia tutto.
- Cerca la variante: soprattutto 1996-1998, spighe lunghe vs corte.
Se vuoi approfondire i concetti di base, una parola utile da conoscere è numismatica, perché ti aiuta a orientarti tra gradi di conservazione, varianti e mercato.
Quando conviene chiedere una valutazione professionale
Se trovi una 1954 ben conservata, una 1956 “pulita”, o sospetti un errore come quello del 1991, ha senso parlare con un perito o confrontare i realizzi d’asta. I prezzi cambiano con la domanda del momento, e una foto ben fatta, fronte e retro, può già chiarire molti dubbi.
In fondo, il bello è proprio questo: quelle piccole 10 lire non sono solo monetine “di prima dell’euro”. A volte sono un indizio, e ogni indizio merita di essere guardato da vicino.




