Nuovi controlli fiscali in arrivo: cosa verificherà l’Agenzia delle Entrate

Hai finito i lavori in casa, hai archiviato i bonifici parlanti e pensi che la pratica del bonus sia chiusa. Dal 2026, però, l’Agenzia delle Entrate promette controlli molto più mirati, costruiti con incroci di dati, analisi delle anomalie e il supporto della Guardia di Finanza. Il messaggio è semplice: non controlli casuali, ma verifiche concentrate dove i numeri non tornano.

Bonus edilizi, cosa finirà sotto la lente

L’operazione già ribattezzata “Cantieri a Metà” riguarda circa 200.000 posizioni legate a lavori dichiarati, ma non conclusi o poco coerenti con i documenti presentati.

I controlli punteranno su:

  • requisiti reali per accedere al bonus
  • coerenza documentale, quindi asseverazioni, visto di conformità e pagamenti corretti
  • stato effettivo dei lavori
  • aggiornamenti del catasto, soprattutto se dopo interventi rilevanti la rendita è rimasta invariata

Chi segue queste pratiche lo sa bene: spesso il problema non è solo la frode evidente, ma la documentazione incompleta, il passaggio mancante o la difformità tra progetto e situazione reale. Per i riscontri saranno usati anche droni, immagini satellitari e banche dati pubbliche. Se i requisiti non risultano rispettati, possono arrivare revoca del bonus, recupero delle imposte e sanzioni. Per alcune spese del 2022, le verifiche possono estendersi fino al 2031 o 2032.

Conti correnti e flussi finanziari

Dal 9 aprile 2026 l’attenzione si stringerà anche sui conti correnti, con focus su incoerenze tra redditi dichiarati e movimentazioni bancarie. Non si parla di blocchi generalizzati, ma di analisi su:

  • entrate ricorrenti non spiegate
  • flussi incompatibili con il reddito
  • schemi ripetuti che possono far scattare alert antiriciclaggio

Le altre aree più esposte

Il piano dei controlli include anche:

  • piattaforme online, con confronto tra dati DAC7 e dichiarazioni fiscali
  • imprese e partite IVA, osservate tramite ISA, anomalie contabili, crediti IVA e incassi POS
  • priorità maggiore per chi non aderisce al Concordato Preventivo Biennale

Il PIAO 2026 parla di 320.000 controlli sostanziali annui e 75.000 verifiche affidate alla Guardia di Finanza, con incremento sull’area delle imprese medio grandi.

Come prepararsi davvero

La difesa più efficace resta molto concreta: conservare i documenti, verificare che i dati coincidano, controllare gli aggiornamenti catastali e saper spiegare i movimenti bancari più rilevanti. Non risultano misure specifiche per bonus legati al collezionismo, quindi il nodo resta sempre lo stesso, coerenza fiscale e tracciabilità. Chi oggi mette in ordine carte e dati, domani affronta eventuali verifiche con molta più serenità.

Redazione Notizie Carrara

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