Apri il cassetto dove tieni un vecchio bracciale o una moneta d’oro ereditata. La domanda arriva quasi subito: quanto vale oggi davvero l’oro al grammo? La risposta cambia ogni giorno, ma la quotazione del 5 marzo 2026 offre un’indicazione interessante per chi osserva questo metallo con curiosità o con un occhio agli investimenti.
La quotazione aggiornata dell’oro
Nella giornata del 5 marzo 2026, il prezzo dell’oro puro a 24 carati (999‰) si colloca intorno a 143,33 euro al grammo. Durante la giornata le oscillazioni sono rimaste all’interno di una fascia indicativa tra 142,38 e 143,66 euro, leggermente in crescita rispetto alla chiusura precedente di circa 141,91 euro.
Come molti appassionati di metalli preziosi sanno bene, queste variazioni sono normali. Basta guardare ai giorni immediatamente precedenti:
- circa 147,44 €/g il 2 marzo
- circa 140,96 €/g il 4 marzo
- valori sempre soggetti a piccoli movimenti giornalieri
Il prezzo nasce dalla quotazione internazionale dell’oro espressa in oncia troy, pari a 31,1 grammi, poi convertita in euro e adattata alla purezza del metallo. Per approfondire il concetto di purezza si può consultare la pagina dedicata alla caratura.
Perché 24, 18 o 14 carati cambiano il prezzo
Quando si parla di oro al grammo è fondamentale capire la caratura, cioè la quantità di oro puro presente nella lega.
In pratica:
- 24 carati: oro quasi puro (999‰)
- 18 carati: circa 75% di oro
- 14 carati: circa 58,5% di oro
Questo significa che un gioiello a 18 carati avrà un valore per grammo inferiore rispetto all’oro puro, perché contiene anche altri metalli come argento o rame.
Chi lavora nel settore del compro oro o nel collezionismo verifica sempre peso, purezza e stato dell’oggetto prima di stimarne il valore.
Le prospettive per le prossime settimane
Alcune analisi di mercato suggeriscono una possibile tendenza rialzista nel breve periodo. Stime indicative indicano valori che potrebbero avvicinarsi a 158 euro al grammo verso fine marzo, con possibili oscillazioni tra circa 150 e 166 euro.
Naturalmente si tratta di proiezioni basate su modelli di mercato e sull’andamento recente.
Perché molti lo considerano ancora un investimento solido
L’oro continua a essere percepito come bene rifugio, soprattutto quando aumentano incertezze economiche o geopolitiche. Diversi fattori contribuiscono al suo interesse:
- domanda stabile da parte di investitori e banche centrali
- offerta limitata legata all’estrazione mineraria
- valore riconosciuto a livello globale
Nel mercato reale, collezionisti e investitori guardano soprattutto a lingotti e monete bullion, perché più facili da valutare e scambiare.
Anche qui però vale una regola fondamentale osservata dagli operatori del settore: il valore dipende sempre da purezza, stato di conservazione e domanda del momento, quindi le quotazioni vanno considerate come indicazioni di mercato e non come prezzi garantiti.




